312016Ago
ALIMENTAZIONE NELLA SINDROME METABOLICA

ALIMENTAZIONE NELLA SINDROME METABOLICA

La sindrome metabolica è una patologia determinata dalla co-presenza di alcuni fattori di rischio responsabili di un incremento dell’incidenza di patologie cardiovascolari. In Italia circa il 25% della popolazione maschile è interessata da questo problema e il 27% di quella femminile.

COS’E’ LA SINDROME METABOLICA

Non esiste ancora una definizione accettata in modo universale ma una persona viene definita affetta da sindrome metabolica se ha la  presenza di almeno 3 di questi fattori di rischio contemporaneamente:
•    OBESITA’ CENTRALE: ovvero una circonferenza ombelicale  maggiore di 88cm per le donne e di 102 cmper gli uomini.
•    INSULINO RESISTENZA: una condizione in cui il nostro organismo non risponde correttamente all’insulina provocando dei tassi di  glicemia a digiuno maggiori di 100 mg/dl .
•    IPERPRESSIONE ARTERIOSA: ovvero livelli di pressione superiore alla norma, in particolare una sistolica>130 mmHg e una  diastolica>85 mmHg
•    DISLIPIDEMIA: condizione patologica che porta ad  avere livelli alti di grassi nel sangue. Avviene quando i trigliceridi sono maggiori di 150 mg/dl  e livelli di  colesterolo fuori dalla norma  (HDL<40 mg/dl    LDL>150 mg/dl).

La probabilità di sviluppare questa sindrome è legata in modo prioritario al soprappeso o all’obesità e sembra che l’insulino- resistenza sia un fattore cardine in questa patologia.  L’insulina è un ormone che viene rilasciato per favorire la corretta utilizzazione del glucosio da parte dei muscoli e degli organi; una diminuita risposta del nostro corpo all’insulina ,che avviene appunto nella sindrome metabolica, provoca un aumento della concentrazione degli zuccheri nel sangue e quindi una scorretta utilizzazione delle energia derivante dal cibo.

ALIMENTAZIONE

Per combattere queste patologie le parole d’ordine sono due: alimentazione corretta ed attività sportiva.
Le linee guida ci indicano che un paziente affetto da sindrome metabolica deve intraprendere un regime alimentare che porti ad un calo ponderale del 10% del suo peso corporeo in circa 6 mesi. Questo significa che la dieta deve apportare dalle 500 alle 1000 Kcal in meno rispetto all’introito calorico quotidiano.
La suddivisione degli alimenti diventa fondamentale in quanto si devono prediligere i carboidrati complessi, meglio se integrali e con un basso indice glicemico, che devono rappresentare circa il 50% del fabbisogno calorico giornaliero. I grassi devono essere tenuti sotto il 30% preferendo gli acidi grassi monoinsatui come l’olio extravergine di oliva e limitando il più possibile quelli trans (o idrogenati) e i saturi.
L’apporto proteico deve essere mantenuto attorno alla quota del 15% del fabbisogno giornaliero, per evitare una perdita di massa magra: meglio assumere le proteine necessarie da fonti vegetali come legumi o da fonti animali magre come il pollo o il tacchino.
Inoltre la frutta e la verdura non devono mai mancare, in modo da apportare la giusta quantità di vitamine, minerali e fibre (almeno 30 grammi al giorno).